Di Leonardo Mariggiò
Il lancio dell’iperammortamento entra finalmente nel vivo e porta con sé segnali concreti di apertura e sostegno alle imprese italiane.
Dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy arriva infatti la conferma: è imminente un decreto-legge che eliminerà definitivamente la clausola “made in UE”, consentendo alle aziende di acquistare beni e tecnologie da fornitori di qualsiasi Paese, senza più vincoli geografici.
Una svolta attesa, che amplia le opportunità di investimento e rende lo strumento più flessibile e competitivo a livello internazionale. Lo sblocco normativo permetterà di superare lo stallo degli ultimi mesi e di arrivare rapidamente alla piena operatività della misura, prevista tra maggio e giugno 2026.
Tra le novità annunciate per l’Iperammortamento rivestono a mio avviso grande rilevanza:
- l’agevolabilità dei canoni annuali relativi ai software as-a-service;
- eliminazione dell’anticipo del 20% per il leasing;
- il trattamento autonomo degli investimenti in impianti di stoccaggio dell’energia rispetto agli investimenti in infrastrutture per le fonti rinnovabili.
Ma le novità non si fermano qui. Il decreto potrebbe infatti offrire una soluzione anche alle imprese rimaste escluse dalla Transizione 5.0. L’ipotesi sul tavolo è quella di una Transizione 4.0 potenziata, in grado di assorbire le domande non finanziate e garantire continuità agli investimenti già avviati. Una prospettiva particolarmente rilevante, considerando il volume delle richieste rimaste senza copertura.
Con l’attivazione della piattaforma GSE per le domande, il nuovo iperammortamento si prepara dunque a diventare uno strumento chiave per sostenere la crescita e la competitività delle imprese italiane.


