Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, lo scorso 2 novembre, ha rilasciato rilevanti semplificazioni relative al piano Transizione 5.0, ampliando la platea degli investimenti ammissibili.
Una delle estensioni significative la leggiamo nella FAQ 3.9 che si concentra sugli impianti tecnici di servizio, quali impianti di climatizzazione/riscaldamento, impianti di illuminazione, impianti di sicurezza; che solitamente sono esclusi dall’incentivo, chiarendo che nel contesto di attività non produttive, come quelle legate ai servizi, ad esempio, alberghi, ristoranti, esercizi commerciali, diventano ammissibili.
Tali impianti possono essere ammessi se risultano dotati delle caratteristiche tecnologiche e realizzati in combinazione con componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici in grado di conseguire le riduzioni dei consumi richieste dalla misura.
Ricordiamo che per accedere alla misura è necessario certificare un risparmio energetico di almeno il 3%, generato grazie all’investimento suddetto.
Se sussistono queste condizioni si può inserire nel progetto di innovazione anche un impianto fotovoltaico e la formazione del personale.
Gli investimenti ammissibili sono quelli avviati dal 01 gennaio 2024.
L’aiuto, sotto forma di credito d’imposta, varia in ragione di scaglioni di risparmio energetico conseguiti con l’investimento, e va da un minimo del 35% a un massimo del 45%.


