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14 Giugno 2024

Transizione 5.0: l’attesa per le imprese italiane sta per finire 

Con la bozza del decreto attuativo circolata in questi giorni si sta delineando la normativa e le conseguenti regole attuative del credito d’imposta Transizione 5.0. Facciamo il punto e una breve panoramica della misura. 

Di cosa si tratta? 
Il credito d’imposta Transizione 5.0 è un’agevolazione per le imprese che investono in innovazione tecnologica e sostenibilità energetica: il credito d’imposta Transizione 5.0 è una misura introdotta dal decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito dalla legge 29 aprile 2024, n. 59, che prevede un beneficio fiscale per le imprese che acquistano beni materiali e immateriali 4.0 e che raggiungono un risparmio energetico di almeno il 3% sulla struttura produttiva o il 5% sul processo produttivo interessato.  

Se si verifica questa condizione è possibile agevolare anche l’investimento in impianti fotovoltaici e per lo stoccaggio dell’energia e la formazione. 

Il credito d’imposta varia in base all’ammontare dell’investimento e alla capacità di produrre efficienza energetica: il credito d’imposta spetta alle imprese che effettuano investimenti ammissibili dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025, entro i limiti di spesa previsti dalla normativa. L’aliquota del credito d’imposta varia in funzione dell’ammontare dell’investimento, che può arrivare fino a 50 milioni di euro all’anno, e della percentuale di riduzione dei consumi energetici, che può essere pari al 3%, al 6% o al 10% per la struttura produttiva, o al 5%, al 10% o al 15% per i processi interessati. Il credito d’imposta può arrivare fino al 45% dell’Investimento complessivo ammissibile. Il credito d’imposta prevede inoltre una quota aggiuntiva per le spese di certificazione, fino a un massimo di 10.000 euro per le piccole e medie imprese e di 5.000 euro per le imprese non obbligate alla revisione legale dei conti. 

Formazione 
Il credito d’imposta prevede anche una quota aggiuntiva per la formazione del personale e per le spese di certificazione: il credito d’imposta comprende anche le spese per la formazione del personale, nel limite massimo del 10% del valore degli investimenti in innovazione tecnologica e impianti fotovoltaici e comunque fino a un massimo di 300.000 euro. Le spese ammissibili riguardano i costi per i formatori, i costi di esercizio relativi al personale partecipante, i costi di consulenza connessi al progetto formativo e le spese generali indirette. Le attività formative devono riguardare obbligatoriamente gli ambiti della transizione energetica e digitale dei processi produttivi e devono essere erogate da soggetti qualificati.  

Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione ed è cumulabile con altri contributi a fondo perduto: il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione mediante modello F24, a partire dal quinto giorno successivo alla comunicazione da parte del GSE dell’importo del beneficio spettante, e fino al 31 dicembre 2025. La quota non utilizzata entro tale data può essere compensata in quote annuali nei successivi cinque anni. Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile IRAP e non può essere ceduto o trasferito. Il credito d’imposta è cumulabile con altri contributi a fondo perduto ricevuti per il medesimo investimento, nel limite massimo del costo complessivo sostenuto. 

Quale procedura seguire per ottenerlo? 
Il credito d’imposta richiede la presentazione di una comunicazione preventiva e di una comunicazione di completamento del progetto di innovazione: l’impresa che intende fruire del credito d’imposta deve presentare una comunicazione preventiva al GSE, contenente le informazioni relative al progetto di innovazione, alla stima della riduzione dei consumi energetici e al credito d’imposta potenzialmente spettante e la relativa certificazione energetica ex-ante. Il GSE verifica le informazioni e comunica all’impresa l’importo del credito d’imposta prenotato. L’impresa deve poi confermare l’avanzamento del progetto di innovazione con apposite comunicazioni periodiche, contenenti gli estremi delle fatture e degli ordini relativi agli investimenti. Entro il 28 febbraio 2026, l’impresa deve presentare la comunicazione di completamento del progetto di innovazione, contenente le informazioni e le certificazioni relative agli investimenti effettivamente effettuati, ai beni 4.0, al risparmio energetico e al credito d’imposta definitivo. Il GSE verifica i dati e le documentazioni e comunica all’impresa l’importo del credito d’imposta utilizzabile. 

Phorma Mentis è in grado di servire le imprese con un’offerta di servizio completa e che prevede: 

  • lo studio di fattibilità preliminare: per la verifica di ammissibilità alla misura, in particolare si andrà a stimare se l’investimento 4.0 genera il risparmio energetico minimo previsto dalla normativa; 
  • il rilascio della certificazione energetica ex ante: redatta nella forma della Perizia Asseverata attestante la riduzione dei consumi energetici; 
  • la gestione delle comunicazioni con il GSE: la comunicazione preventiva per la prenotazione delle risorse, quella di conferma che deve avvenire entro 30 giorni dalla data di accettazione della prenotazione e quella eventuale intermedia da fare entro il 31 dicembre 2024 e quella finale da fare entro il 28 febbraio 2026; 
  • il rilascio della certificazione energetica ex post redatta nella forma della Perizia Asseverata attestante la riduzione effettiva dei consumi energetici previsti; 
  • il rilascio della perizia asseverata 4.0: per l’attestazione che l’investimento è conforme con i 7 requisiti della normativa 4.0; 
  • il rilascio della certificazione contabile: attestante l’effettivo sostenimento delle spese sostenute; 
  • l’eventuale erogazione del piano formativo: mediante l’Ente di Formazione collegato, accreditato in Regione Emilia-Romagna, siamo in grado di progettare e gestire il piano formativo coerente con le disposizioni di legge e rilasciare l’attestazione delle competenze acquisite. 

Vuoi saperne di più e prenotare un primo studio di fattibilità? 

Cos'è il Bonus Facciate?

Il Bonus Facciate è una detrazione per interventi di rifacimento della facciata esterna visibile dalla pubblica via, compresi balconi, di tutte le tipologie di fabbricati posseduti da privati o da imprese e società.

Non sono previsti tetti di spesa e l’immobile deve essere situato nei centri storici e in zone limitrofe totalmente o parzialmente edificate.

A quanto ammonta la detrazione?

Il bonus consente di recuperare il 90% dei costi sostenuti per il rinnovamento e il consolidamento della facciata esterna, inclusa la semplice pulitura e tinteggiatura.

Sono agevolate anche le spese correlate quali:

  • spese per i ponteggi;
  • spese per smaltimento dei materiali;
  • spese per titoli abilitativi.

Possibilità di cessione del credito a banche ed altri intermediari finanziari o mediante sconto in fattura da parte dell’azienda esecutrice dei lavori.

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